La newsletter di ReteDonne Berlino: terza edizione

Ecco la terza newsletter di ReteDonne Berlino e.V., con la quale la redazione inaugura il nuovo anno. Auspici, programmi e appuntamenti accompagnano lettrici e lettori in questo numero. Con un breve sguardo al passato ripercorriamo anche il convegno annuale di Rete Donne tenutosi a Dicembre a Colonia.

Qui il numero di gennaio 2020: NewsletterRDBnumero3.

CONVEGNO DI RETE DONNE e.V. „DALLA RADIO DEGLI ANNI 50 ai VLOG “

Foto di Eleonora Cucina

Il nono convegno nazionale dell’Associazione ReteDonne e.V. si è svolto quest’anno a Colonia, la sede più consona al tema scelto. Infatti proprio a Colonia nel 1961 è nata la prima trasmissione per gli italiani arrivati come forza lavoro in Germania in seguito ai patti bilaterali del 1955 tra l’Italia e la Repubblica Federale.

Il convegno è stato aperto con i saluti istituzionali della Direttrice dell’Istituto italiano di cultura Dott. Maria Mazza, della Senatrice Laura Garavini che segue fedelmente i nostri incontri annuali e d è stata promotrice di quelli antecedenti alla fondazione di ReteDonne.

Ha poi preso la parola la presidente di ReteDonne e.V Eleonora Cucina del gruppo DICA di Amburgo illustrando la scelta delle tematiche di questo convegno e sottolineando ancora la grande evoluzione che è stata capace di fare l’Associazione in questi ultimi anni. Per la prima volta con noi anche Angela Schirò, neo eletta deputata al Parlamento italiano per gli italiani all’estero. Anche da lei parole di plauso e di fiducia negli sviluppi della politica italiana ed europea.

Foto di Eleonora Cucina

Del significato e dei contenuti delle prime trasmissioni radiofoniche di Radio Colonia, che per circa una mezz’ora al giorno facevano respirare ai migranti “aria di casa” attraverso brani musicali, rubriche di auguri, ricordando ricorrenze, anniversari e feste del Santo patrono, ha parlato Lisa Mazzi sottolineando che Il loro ruolo però andava ben oltre  all’intrattenimento, perché i redattori fungevano anche da assistenti sociali, esperti legali, insomma cercavano, grazie alle loro competenze, di mettersi al servizio degli ascoltatori per aiutarli a risolvere i loro problemi. Questi, come del resto anche oggi, potevano essere di varia natura, da quelli con il padrone della casa in affitto, da situazioni conflittuali sul lavoro, alla scolarizzazione dei figli e alla ricerca di soluzione in caso di crisi famigliari. Oltre a tracciare un breve ritratto di redattrici e redattori, tra cui senz’altro spicca il nome di Lilia Bevilacqua, prima corrispondente da Berlino, poi caporedattrice a Colonia, il pubblico ha potuto ascoltare testimonianze dirette grazie alla raccolta fatta da Roberto Sala nel suo bel volume su Radio Colonia. L’evoluzione della radio fino ai giorni nostri è stata ampiamente illustrata da Luciana Mella, giornalista anche oggi di COSMO (questo il nuovo nome dato dal WDR alla trasmissione in lingua italiana) che ha messo in rilievo come la fruizione del servizio offerto avvenga ora soprattutto attraverso i social media su cui anche Cosmo presenta una sua pagina. Le notizie sono le più svariate, di politica italiana europea, COSMO è una finestra aperta per contributi variegati di grande interesse soprattutto per la nuova mobilità, per tutti quegli expat che per un motivo o per l’altro sono venuti in Germania non possedendo ancora la lingua. La terza referente Lucia Conti direttore del magazine italofono berlinese online “Il Mitte” ha parlato del suo giornale,  che rappresenta ormai da alcuni anni un contenitore denso di notizie sia su Berlino che internazionali e aperto a sostenere iniziative italiane come il progetto di inclusione per persone diversamente abili all’interno della società tedesca, di cui si è fatta promotrice inizialmente ReteDonne Berlino e poi resosi indipendente con la fondazione di “Artemisia” da parte di Amelia Massetti.  Lucia Conti ha moderato anche una serie di incontri nell’Ambasciata italiana rivolti ai nuovi abitanti di Berlino, arrivati qui da ogni parte d’Italia e di questo ha fatto un breve accenno.

Tutti queste riflessioni hanno sempre lo scopo di sensibilizzare le nostre iscritte sulle problematiche migratorie e renderle più consapevoli della loro storia e dell’importanza di una partecipazione alla vita politica e sociale del paese in cui viviamo.

Dopo un ottimo spuntino a base di squisite lasagne e un ottimo Tiramisu grazie al servizio di catering del ristorante Arena, finanziato in parte con l’aiuto della Federazione di associazioni migranti Damigra,  si è passati alle seconda parte del convegno con la presentazione dei videoblog di Eleonora Lambo che ha raccontato tramite video i suoi spostamenti per l’Europa. Questo modo di comunicare dinamico e accattivante oggi raccoglie molti consensi tra le giovani generazioni.

Gli workshop di Marina Siena prima e Marlis Brinkmann poi hanno segnato una svolta emotional-corporea  facendo esprimere al corpo sentimenti di varia natura.

Marlis Brinkmann ha cercato di dar forma ad una installazione creata coralmente sul tema delle “emozioni da viaggio” e allontanamento dal luogo dell’infanzia.

Per questa bellissima giornata dobbiamo ringraziare la Direttrice dell’IIC di Colonia Maria Mazza e il suo staff- soprattutto i signori Ciro e Giuseppe che ci hanno veramente “dato una mano “.

La domenica mattina abbiamo potuto conoscere il centro di documentazione sulla migrazione DOMID, usufruendo di un’ ottima visita guidata fatta per noi da Bengü Kokatürk-Schuster. Ecco il commento di Veronica Scortecci una nostra socia di Amburgo: “Oggetti quotidiani, cassette registrate che raccontano le storie di emigranti turchi, italiani, vietnamiti in Germania, diventano pezzi da museo classificati e archiviati da ricercatori in guanti bianchi per non ledere la loro superficie. La borraccia della Deutsche Bahn contro la sete nei viaggi che duravano anche tre giorni, la vasca da bagno di plastica che passava di baracca in baracca per il bagno dei bambini, il portabagagli in ferro, uguale a quello che usava mio padre quando si partiva per le vacanze estive. Oggetti di una storia collettiva o di mille tutte diverse.”  Il DOMID diventerà tra pochi anni un vero e proprio museo a Köln- Kalk in uno stabilimento industriale in disuso.

 

Leggi l’articolo sul convegno pubblicato dal settimanale online “NOIDONNE”: http://www.noidonne.org/articoli/retedonne-e-v-aoei-mondi-si-raccontano-dalla-radio-degli-anni-a50-ai-vloga.php

La newsletter di ReteDonne Berlino: seconda edizione

Qui si può accedere alla newsletter preparata dal comitato di redazione di ReteDonne Berlino.  In questo numero troverete un editoriale di approfondimento, informazioni e foto sulle attività di RDB e delle sue associate, nonché una scelta di eventi culturali e artistici a Berlino.

Questo il numero di dicembre 2019: Newsletter RDB numero2

Buona lettura!

Nostalgie di casa: storie di immigrazione femminile a Berlino

Foto di Barbara Bernardi e Linda Paganelli

Foto di Barbara Bernardi e Linda Paganelli

 

Qualcuna di noi è venuta a Berlino perché ha trovato un lavoro nel proprio campo, qualcuna perché qui ha sentito la forza di provare a lavorare nel campo di interesse. Qualcuna è venuta per amore, qualcun’altra per l’infatuazione per questa città così diversa. Qualunque sia il motivo che ci ha attirato in Germania, la maggior parte di noi ha lasciato qualcosa nel luogo che prima chiamava casa – e che spesso ancora chiama casa. Che sia la famiglia, i ricordi, le sensazioni – ad un certo punto molte di noi si accorgono di avere nostalgia di casa.

Proprio la nostalgia di casa è stato il tema affrontato nel workshop ideato dalle artiste Barbara Bernardi e Linda Paganelli e organizzato da ReteDonne Berlino grazie alla possibilità data dal progetto di Damigra e.V., “MUT Macherinnen*”, con il sostegno del Ministero federale tedesco dell’Interno e dal Ministero federale tedesco della Famiglia.

Undici donne migranti si sono confrontate rispetto al loro sentirsi a casa e hanno condiviso le loro storie di vita in cui, per una ragione o per l’altra, hanno deciso di cambiare residenza. Ognuna delle partecipanti ha avuto l’occasione di esprimere le proprie emozioni sul cos’è casa quando di case se ne hanno più di una, dove si sente a casa, cosa la fa sentire a casa e che cose le manca di casa.

Nella condivisione le donne che hanno partecipato al workshop hanno trovato un gruppo con cui poter iniziare un dialogo che permettesse ad ognuna di sentirsi capita, ascoltata e rispettata. “Questa fase è stato un momento importante per permettere di prestare attenzione e riguardo ad ogni storia personale. Questo ha permesso alle partecipanti di sentirsi emancipate e sicure di sé grazie al rispetto e ascolto reciproco che ognuna ha mostrato nei confronti delle altre donne” racconta Barbara Bernardi.

Con la guida di Linda Paganelli e Barbara Bernardi le partecipanti al workshop hanno poi elaborato le loro emozioni rispetto alla nostalgia di casa in opere artistiche, esprimendosi attraverso immagini o parole a seconda della propria preferenza. “In questo secondo appuntamento l’integrazione del gruppo si rafforzata molto, le partecipanti si sono confrontate tra di loro con più disinvoltura. Alcune partecipanti hanno stretto un legame tale per cui si sono messe d’accordo per continuare a collaborare su alcuni progetti al di là del workshop”, spiega Linda Paganelli.

Barbara e Linda sono molto orgogliose di aver dato a queste donne un’occasione per esprimersi e di averle sostenute in questo processo artistico. Per molte di loro, il workshop ha offerto loro un motivo per esporre una propria opera, oltre a dare loro il contesto e il luogo per farlo.

Ecco che la nostalgia di casa diventa meno opprimente: la riflessione e la condivisione di emozioni sono anzi la fonte di nuove amicizie e nuovi orizzonti.