Nostalgia di casa: un nuovo progetto di Rete Donne Berlino

Le artiste italiane con base a Berlino Barbara Bernardi e Linda Paganelli condurranno un workshop dedicato al tema della nostalgia di casa. Donne con un’esperienza di migrazione si confronteranno sul tema della nostalgia e avranno occasione di scambiare le loro storie. I racconti verranno poi cristallizzati in espressioni artistiche grazie alla guida e ad i consigli che Barbara e Linda impartiranno.

Le partecipanti creeranno poi un’esibizione del materiale artistico realizzato nell’arco di due pomeriggi. Foto, video, disegni e testi verranno esposti al pubblico al centro Schokofabrik e.V..

Il laboratorio si terrà domenica 6 ottobre e domenica 13 ottobre 2019, mentre sabato 26 le partecipanti allestiranno l’esibizione che poi verrà aperta al pubblico.

Il progetto nasce da un’iniziativa di Rete Donne Berlino ed è promosso dal progetto “MUT Macherinnen*” di Damigra e.V. e finanziato da fondi messi a disposizione dal Ministero federale tedesco dell’interno e dal Ministero federale tedesco della famiglia.

Per maggiori informazioni rinviamo al volantino allegato qui. Per registrarsi scrivere una mail a: redazionerdb@gmail.com

ReteDonne lädt zu Die Sehnsucht nach Zuhause ein

ReteDonne invites to Longing for Home

Il tema del mese: maggio 2019

L’incontro di ReteDonne Berlino del mese di maggio 2019 è stato dedicato ad una conversazione e scambio di opinioni sulle elezioni Europee. Lucia ci ha parlato delle istituzioni dell’Unione Europea e in particolare ha descritto il funzionamento e le competenze del Parlamento di Strasburgo nonché le particolarità del sistema elettorale. Ci siamo soffermate sul ruolo del Parlamento nel processo legislativo e sui suoi poteri in materia di bilancio, ma anche su curiosità come le retribuzioni e le indennità dei parlamentari europei e il regime pensionistico.

La conversazione si è sviluppata sui temi che hanno caratterizzato la campagna elettorale in tutti i paesi europei: lotta all’astensionismo, social media e fake news, immigrazione, degrado del linguaggio politico.

Non poteva mancare infine un riferimento a quello che l’unione Europea ha fatto e fa per le donne. In effetti esiste un cospicuo armamentario di strumenti legislativi, programmi e “soft laws” europee dedicati alla promozione e attuazione dei diritti delle donne e della parità di genere. Ma forse il risultato più significativo dell’azione europea è il “gender mainstreaming”, l’integrazione cioè di una dimensione di genere in tutte le attività delle istituzioni europee, nonché nelle politiche europee e nei fondi strutturali. Non dobbiamo dimenticare, inoltre che, specialmente in Italia, molti dei progressi del quadro legislativo in materia di parità di genere sono derivati dalla necessità di adottare le direttive europee e di accedere ai fondi strutturali, i quali già dalla fine degli anni Novanta prevedevano che il principio della non discriminazione dovesse essere implementato in tutti i progetti.

E se ancora molta strada c’è da fare per raggiungere l’obiettivo di una parità sostanziale, a livello globale l’Europa appare come un’isola felice: nel rapporto 2019 sul raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda per lo sviluppo sostenibile dell’ONU per l’obiettivo 5 (parità di genere) 11 paesi dell’unione Europea si pongono tra i primi 20, con Svezia, Finlandia e Francia rispettivamente al secondo, terzo e quinto posto.

Il tema del mese: marzo 2019

All’incontro di marzo Edda ha introdotto al gruppo di Rete Donne Berlino l’antico tema dell’astrologia. La serata è stata dedicata non tanto ad analizzare in modo tecnico i quadri natali e le varie posizioni dei pianeti, ma piuttosto al perché è nata l’astrologia.

Partendo dagli Assiri Babilonesi, greci e romani,  Edda ha indicato il legame tra mitologia e segni zodiacali e come l’astrologia riconosca l’influsso degli astri quale ben presente nella realtà:  il moto degli astri influisce sul clima, sulla natura, sul ciclo vitale e quindi sulle nostre vite.

Secondo l’astrologia ogni essere umano quando nasce è inquadrato in una determinata configurazione astrale, e questa configurazione è come fotografata nella psiche inconscia sotto forma di messaggio o memoria archetipa, quello che Carl Gustav Jungchiama l’inconscio collettivo. Tutti i miti sono portati nei simboli astrologici ed è possibile riconoscere l’operare dell’inconscio collettivo dell’uomo, quindi segni zodiacali e pianeti si pongono come entità simboliche dello psichismo umano.

Ciò che l’uomo sente in sè (il microcosmo) lo raffigura nell’immagine di un simbolo astrale e lo proietta e ribalta nel cielo, nelle costellazioni e nei pianeti attribuendo loro leggi e funzioni (macrocosmo), gli uomini proiettano sugli astri le proprie autorità.

I simboli astrologici sono proiezioni di immagini e miti interni all’uomo catapultati dall’inconscio verso il cielo e l’uomo assume il loro ritmo significante ponendolo in rapporto al ritmo planetario codificato dalle leggi astronomiche.

La riflessione avviata da Edda ha offerto interessanti spunti per comprendere l’astrologia in maniera più completa di quanto non facciamo quando sfogliamo un giornale e leggiamo incuriosite il nostro segno zodiacale.

Il tema del mese: febbraio 2019

Per l’incontro di febbraio Alessandra ha proposto un gioco. Il risultato non è stato un momento puramente ludico, ma un’occasione per conoscere donne pioniere che hanno contribuito al progresso umano nelle discipline in cui si sono applicate.

Nel 2018 Zuzia Kozerska-Girard ha ideato il gioco “Who’s she?” sul modello di “Indovina chi?”, dal quale ha preso spunto per sviluppare le 28 figurine. I giocatori devono indovinare chi è la donne sulla carta dell’avversario, proprio come “Indovina chi?”, ma in questo caso gli indizi si basano sui traguardi eccezionali raggiunti da queste donne che hanno cambiato la storia anziché sulle caratteristiche fisiche dei personaggi. Zuzia Kozerska-Girard ha lanciato il progetto sulla piattaforma “Kickstarter“, dove ha raccolto 137 mila Euro di fondi per lanciare il gioco nonostante il suo obiettivo fossero 15 mila Euro.

I partecipanti al gioco scoprono così nomi di donne importanti ma non sempre conosciute, e soprattutto imparano successi registrati da ragazze e signore di tutto il mondo. Di storie femminili che hanno concorso a formare il mondo di oggi ce ne sono molte e il gioco aiuta a riconsiderare il ruolo delle donne aprendo così la prospettiva dei libri di scuola, dove in effetti i personaggi femminili scarseggiano.

Il gioco offre quindi piacevoli momenti ricreativi, ma è anche fonte di ispirazione e non si perde l’occasione di imparare qualcosa di nuovo o di ricordare aneddoti dimenticati nella quotidianità. Se siete curiose di testare la vostra conoscenza in fatto di storia, provate ad indovinare chi è stata la prima ed unica donna che nella formula uno ha raggiunto la zona punti. Noi di Rete Donne Berlino siamo dovute ricorrere all’introduzione del personaggio che Alessandra ci ha letto – ma nonostante la sconfitta si è sviluppato un interessante dibattito sul tema.