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La newsletter di ReteDonne Berlino: seconda edizione

Qui si può accedere alla newsletter preparata dal comitato di redazione di ReteDonne Berlino.  In questo numero troverete un editoriale di approfondimento, informazioni e foto sulle attività di RDB e delle sue associate, nonché una scelta di eventi culturali e artistici a Berlino.

Questo il numero di dicembre 2019: Newsletter RDB numero2

Buona lettura!

Nostalgie di casa: storie di immigrazione femminile a Berlino

Foto di Barbara Bernardi e Linda Paganelli

Foto di Barbara Bernardi e Linda Paganelli

 

Qualcuna di noi è venuta a Berlino perché ha trovato un lavoro nel proprio campo, qualcuna perché qui ha sentito la forza di provare a lavorare nel campo di interesse. Qualcuna è venuta per amore, qualcun’altra per l’infatuazione per questa città così diversa. Qualunque sia il motivo che ci ha attirato in Germania, la maggior parte di noi ha lasciato qualcosa nel luogo che prima chiamava casa – e che spesso ancora chiama casa. Che sia la famiglia, i ricordi, le sensazioni – ad un certo punto molte di noi si accorgono di avere nostalgia di casa.

Proprio la nostalgia di casa è stato il tema affrontato nel workshop ideato dalle artiste Barbara Bernardi e Linda Paganelli e organizzato da ReteDonne Berlino grazie alla possibilità data dal progetto di Damigra e.V., “MUT Macherinnen*”, con il sostegno del Ministero federale tedesco dell’Interno e dal Ministero federale tedesco della Famiglia.

Undici donne migranti si sono confrontate rispetto al loro sentirsi a casa e hanno condiviso le loro storie di vita in cui, per una ragione o per l’altra, hanno deciso di cambiare residenza. Ognuna delle partecipanti ha avuto l’occasione di esprimere le proprie emozioni sul cos’è casa quando di case se ne hanno più di una, dove si sente a casa, cosa la fa sentire a casa e che cose le manca di casa.

Nella condivisione le donne che hanno partecipato al workshop hanno trovato un gruppo con cui poter iniziare un dialogo che permettesse ad ognuna di sentirsi capita, ascoltata e rispettata. “Questa fase è stato un momento importante per permettere di prestare attenzione e riguardo ad ogni storia personale. Questo ha permesso alle partecipanti di sentirsi emancipate e sicure di sé grazie al rispetto e ascolto reciproco che ognuna ha mostrato nei confronti delle altre donne” racconta Barbara Bernardi.

Con la guida di Linda Paganelli e Barbara Bernardi le partecipanti al workshop hanno poi elaborato le loro emozioni rispetto alla nostalgia di casa in opere artistiche, esprimendosi attraverso immagini o parole a seconda della propria preferenza. “In questo secondo appuntamento l’integrazione del gruppo si rafforzata molto, le partecipanti si sono confrontate tra di loro con più disinvoltura. Alcune partecipanti hanno stretto un legame tale per cui si sono messe d’accordo per continuare a collaborare su alcuni progetti al di là del workshop”, spiega Linda Paganelli.

Barbara e Linda sono molto orgogliose di aver dato a queste donne un’occasione per esprimersi e di averle sostenute in questo processo artistico. Per molte di loro, il workshop ha offerto loro un motivo per esporre una propria opera, oltre a dare loro il contesto e il luogo per farlo.

Ecco che la nostalgia di casa diventa meno opprimente: la riflessione e la condivisione di emozioni sono anzi la fonte di nuove amicizie e nuovi orizzonti.

Il tema del mese: maggio 2019

L’incontro di ReteDonne Berlino del mese di maggio 2019 è stato dedicato ad una conversazione e scambio di opinioni sulle elezioni Europee. Lucia ci ha parlato delle istituzioni dell’Unione Europea e in particolare ha descritto il funzionamento e le competenze del Parlamento di Strasburgo nonché le particolarità del sistema elettorale. Ci siamo soffermate sul ruolo del Parlamento nel processo legislativo e sui suoi poteri in materia di bilancio, ma anche su curiosità come le retribuzioni e le indennità dei parlamentari europei e il regime pensionistico.

La conversazione si è sviluppata sui temi che hanno caratterizzato la campagna elettorale in tutti i paesi europei: lotta all’astensionismo, social media e fake news, immigrazione, degrado del linguaggio politico.

Non poteva mancare infine un riferimento a quello che l’unione Europea ha fatto e fa per le donne. In effetti esiste un cospicuo armamentario di strumenti legislativi, programmi e “soft laws” europee dedicati alla promozione e attuazione dei diritti delle donne e della parità di genere. Ma forse il risultato più significativo dell’azione europea è il “gender mainstreaming”, l’integrazione cioè di una dimensione di genere in tutte le attività delle istituzioni europee, nonché nelle politiche europee e nei fondi strutturali. Non dobbiamo dimenticare, inoltre che, specialmente in Italia, molti dei progressi del quadro legislativo in materia di parità di genere sono derivati dalla necessità di adottare le direttive europee e di accedere ai fondi strutturali, i quali già dalla fine degli anni Novanta prevedevano che il principio della non discriminazione dovesse essere implementato in tutti i progetti.

E se ancora molta strada c’è da fare per raggiungere l’obiettivo di una parità sostanziale, a livello globale l’Europa appare come un’isola felice: nel rapporto 2019 sul raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda per lo sviluppo sostenibile dell’ONU per l’obiettivo 5 (parità di genere) 11 paesi dell’unione Europea si pongono tra i primi 20, con Svezia, Finlandia e Francia rispettivamente al secondo, terzo e quinto posto.

Il tema del mese: marzo 2019

All’incontro di marzo Edda ha introdotto al gruppo di Rete Donne Berlino l’antico tema dell’astrologia. La serata è stata dedicata non tanto ad analizzare in modo tecnico i quadri natali e le varie posizioni dei pianeti, ma piuttosto al perché è nata l’astrologia.

Partendo dagli Assiri Babilonesi, greci e romani,  Edda ha indicato il legame tra mitologia e segni zodiacali e come l’astrologia riconosca l’influsso degli astri quale ben presente nella realtà:  il moto degli astri influisce sul clima, sulla natura, sul ciclo vitale e quindi sulle nostre vite.

Secondo l’astrologia ogni essere umano quando nasce è inquadrato in una determinata configurazione astrale, e questa configurazione è come fotografata nella psiche inconscia sotto forma di messaggio o memoria archetipa, quello che Carl Gustav Jungchiama l’inconscio collettivo. Tutti i miti sono portati nei simboli astrologici ed è possibile riconoscere l’operare dell’inconscio collettivo dell’uomo, quindi segni zodiacali e pianeti si pongono come entità simboliche dello psichismo umano.

Ciò che l’uomo sente in sè (il microcosmo) lo raffigura nell’immagine di un simbolo astrale e lo proietta e ribalta nel cielo, nelle costellazioni e nei pianeti attribuendo loro leggi e funzioni (macrocosmo), gli uomini proiettano sugli astri le proprie autorità.

I simboli astrologici sono proiezioni di immagini e miti interni all’uomo catapultati dall’inconscio verso il cielo e l’uomo assume il loro ritmo significante ponendolo in rapporto al ritmo planetario codificato dalle leggi astronomiche.

La riflessione avviata da Edda ha offerto interessanti spunti per comprendere l’astrologia in maniera più completa di quanto non facciamo quando sfogliamo un giornale e leggiamo incuriosite il nostro segno zodiacale.