Archivi categoria: Cultura

RE-BILD 17 bei der 7. FAMILIENNACHT

La sezione di Berlino di ReteDonne e.V. è lieta di annunciare la cooperazione con JFSB Jugend- und Familienstiftung che sosterrà finanziariamente il progetto di pittura RE-BILD 17 della nostra Valentina Sartori – www.familienportraet.net.

RE-BILD prevede una nuova serie di dieci ritratti a grandezza naturale di famiglie che abitano temporaneamente in un centro profughi a Prenzlauer Berg. I ritratti verranno presentati il 07 Ottobre 2017 in diverse locations partecipanti alla 7. Familiennacht, creando all´interno del festival per famiglie un percorso organico e multiforme.

Il finanziamento prevede anche un tour con bus e guida turistica nelle lingue arabo e farsi per le famiglie partecipanti al progetto. I protagonisti visiteranno in questo modo i loro ritratti in diversi contesti della città di Berlino, godendo degli spettacoli di teatro, danza, circo, mostre o letture presentati nel programma della 7. Familiennacht.

Die Berliner Gruppe von ReteDonne e.V. freut sich die Kooperation mit der JFSB Jugend- und Familienstiftung ankündigen zu dürfen. Die Stiftung wird das Projekt RE-BILD 17 von unserem Mitglieder Valentina Sartori – www.familienportraet.net – finanziell unterstützen.

RE-BILD wird zwischen Juni und Oktober 2017 zehn Familien, die z.Z. in einer Gemeinschaftsunterkunft für Geflüchtete in Prenzlauer Berg wohnen, ansprechen und gemeinsam ihre malerischen Familienportraits realisieren. Die Portraits werden am 07. Oktober 2017 im Rahmen der 7. Familiennacht in unterschiedlichen Orten des Festivals ausgestellt. Zum Projekt gehört dazu, eine Stadtrundfahrt mit Arabisch-Persischer Führung für die teilnehmenden Familien. Die Protagonisten werden ihre Bilder an verschiedenen Stellen der Stadt Berlin besichtigen und die Angebote der 7. Familiennacht gemeinsam genießen.

Bitte lesen Sie noch mehr unter: www.jfsb.de

 

 

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Un viaggio emozionale tra Fotografia e Introspezione

Come si rappresenta un concetto astratto quale “in disparte/discosto/fuori luogo”? L’artista Petra Fantozzi ha scelto di dare una declinazione personale a questa parola che può comprendere gli aspetti più vari. Nell´ambito del Seminario di Grit Schwerdtfeger della rinomata scuola di fotografia berlinese Ostkreuzschule für Fotografie, Petra Fantozzi ha deciso di interpretare il tema della mostra, “Abseits”, partendo dalla propria esperienza personale: ad essere fuori posto è lei stessa. Il risultato è un lavoro introspettivo che percorre spazio e corpo in moto ondeggiante, quasi trascinato dalla corrente del mare, un progetto personale che rielabora il concetto di identità in modo  intimo e pacato. L’elemento femminile emerge in maniera forte già dal titolo: “Quando la Luna mi chiamò Figlia” ed è il filo conduttore tra le foto (Vernissage 24.03.2017 – ore 19:00 / Aff Galerie, Kochhannstrasse 14, 10249 Berlino)

Petra Fantozzi

Questo progetto fotografico segna un altro tassello nel percorso di ricerca dell´artista interdisciplinare; l´opera di debutto “Létező falak. Existing walls” è stata prodotta con il supporto di Rete Donne Berlino ed esposta in ambito della mostra “Erfüllbare Träume? Italienerinnen in Berlin” al Museum Europäischer Kulturen per quasi due anni. La serie fotografica “Quando la Luna mi chiamò Figlia” porta avanti questa ricerca, ma in maniera più equilibrata, suggerendo una maturazione dell’artista grazie ai toni morbidi e delicati delle fotografie.

Con lei, in questo viaggio emozionale, c´è il suo ritrovato strumento di lavoro, la macchina fotografica, che si trasforma presto in un´appendice fisiologica e una confidente paziente. Per un anno si racconta, davanti e dietro la lente, dando vita ad una produzione vasta ed eterogenea in continua trasformazione. Dai primi scatti, crudi ritratti in bianco e nero, si arriva al colore passando per lo sfocato e il mosso. Un percorso di ricerca che sperimenta ogni tecnica fotografica col fine di esprimersi al meglio.

Petra Fantozzi

Da qui nasce il desiderio di creare un percorso disciplinare che consenta di unire la padronanza del mezzo tecnico e la forza dei sentimenti. Il corso di FOTOGRAFIA EMOZIONALE, che partirà a Berlino il 12 aprile 2017, è il frutto di anni di esperienza fotografica (sia professionale che artistica) e vuole portare ogni partecipante alla consapevolezza del fotografato. Ogni fotografo scatta ricercando l´emozione; questo corso non è diverso, auspica anzi a fornire al partecipante i mezzi necessari per poter esprimere il proprio potenziale (emozionale e tecnico) al meglio, in modo da guidarlo al perfezionamento dello stile fotografico e del linguaggio visivo, rendendolo consapevole della forza che si cela dietro la produzione fotografica.

Il primo corso è strutturato in 5 lezioni di due ore ciascuna ed è aperto a tutti coloro che hanno curiosità e interesse a un’esplorazione emozionale attraverso l´uso della macchina fotografica. Tutte le conoscenze tecniche necessarie verranno fornite durante il corso, per cui anche chi non avesse domestichezza con la macchina fotografica è invitato a partecipare.

Il corso avrà luogo all´atelier ArTer dell´arteterapeuta Marco Fiamin (Elberfelderstr. 6 – 10555 Berlin) e verrà introdotto da una serata informativa che si terrà il 28 Marzo ore 19:00 (stesso luogo).  Durante il corso sono previsti momenti di condivisione, di lavoro individuale e di gruppo. In ogni lezione verranno inoltre introdotte tecniche di canalizzazione emotiva con focalizzazione sul respiro, punto di partenza di questo viaggio.

Per maggiori informazioni vedi evento Facebook a questo link:

Corso di Fotografia Emozionale: Tecnica & Introspezione

Frammenti di una vita in Germania. Lisa Mazzi in dialogo col professor Luigi Reitani.

Solo guardando indietro con una certa distanza temporale ci si accorge come il personale sia politico. Questo motto non descrive solo la volontà del pensiero femminista, ma si presta anche a raccogliere le tappe di una vita. Lisa Mazzi ha da poco presentato il suo ultimo libro “Fragmente/Frammenti” in un vasto dialogo con il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Berlino, il professor Luigi Reitani. I testi lirici di Lisa Mazzi, scritti in originale in tedesco e poi tradotti in italiano da lei stessa, ripercorrono esperienze conosciute e filtrate dall’autrice che propone una personale riflessione su alcuni momenti per lei cruciali. La scrittrice medita sul confronto con una lingua straniera, l’adattamento ad una società estranea, la voglia di sentirsi accettata in un Paese che non  è quello natio, la partecipazione alle lotte ideologiche e politiche in uno stato in cui sei un’ immigrata. Attraverso le poesie che parlano dell’esperienza individuale dell’autrice emerge la storia di un Paese, ma anche un commento sull’attuale situazione politica percepita da una donna impegnata a livello sociale.

Il professor Reitani ha colto sapientemente il ponte tra l’elemento privato dei frammenti di Lisa Mazzi e quello pubblico e politico che fa da sfondo e contesto ai testi lirici. Dalla conversazione ospitata dalla libreria Tucholsky è emersa una Germania nordica, più lontana dal confine italiano di quanto non sembri esserlo ora. Un Paese in cui le lotte studentesche sono  uscite dalle università coinvolgendo il contesto sociale circostante e in cui la persona immigrata era etichettata secondo i cliché del paese d’origine ed era priva di una comunità circostante. La Germania descritta dal dialogo tra il professor Reitani e Lisa Mazzi non è però solo un’entità politica. È anche una fonte di ispirazione letteraria e poetica forte in cui filosofia e grammatica permettono giochi linguistici unici che si prestano perfettamente alla descrizione di pensieri e sensazioni. Mazzi e Reitani ricostruiscono in quest’occasione un quadro che racconta del personale dell’autrice e, al contempo, di un collettivo in cui il riconoscersi è immediato – per tedeschi e italiani.

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8 marzo 2017. Auguri da Rete Donne!