RDB Riunione 2015 – maggio – i temi trattati

Dopo una breve riunione del gruppo museo per definire alcuni punti in vista dell’imminente inaugurazione della mostra di Rete Donne al MEK, l’incontro é stato aperto da Elisa Quarello, nostra ospite per la serie “Ritratto di donna italo-berlinese”.

La seconda parte dell’incontro di questa sera é stato dedicato alla proposta di Amelia Massetti, dedicata alla disabilità come ostacolo all’integrazione. L’esperienza di Amelia, a Berlino da molti anni e madre single di una ragazza down, l’ha costretta ad affrontare difficili situazioni da sola (senza poter contare su associazioni di italiani che in Germania condividono le stesse necessità) e scontrandosi con dinamiche molto rigide del sistema sanitario tedesco. A Berlino i bambini portatori di handicap possono frequentare solo la Sonderschule dai 12 ai 18 anni, che li isola dagli altri coetanei, e la figlia di Amelia quindi non ha potuto proseguire la sua educazione in una scuola italo-tedesca. A 19 anni vengono indirizzati a svolgere numerose attività ricreative e lavorative (Werkstätte), molto efficienti e funzionali, ma dove i ragazzi hanno degli obiettivi produttivi da mantenere per poter “giustificare” la loro permanenza (!). La figlia di Amelia da 4 anni é al Theater Thikwa (http://www.thikwa.de/), dove sviluppa le sue abilità per il teatro e le arti, ma in seguito all’apparente infrazione di una regola interna condivisa anche dagli altri genitori (quella che vieta a due ragazzi disabili, che condividono i laboratori, di legarsi a livello affettivo), rischia di non potervi rimanere.

L’alternativa a queste strutture sono appartamenti condivisi, dove i ragazzi disabili possono vivere insieme assistiti da un tutor, ma dove, nuovamente, l’aspetto della loro integrazione con la società rimane ancora più trascurato.
Amelia nel corso degli anni si é rivolta a molte associazioni di genitori, ma sono molto conservatrici, non condividono la necessità di integrazione sia come disabile sia come straniero e accettano le cose come stanno senza volontà di cambiamento. Le stessi leggi non tutelano i disabili in ambito lavorativo.

Si è valutata dunque una possibile collaborazione: ReteDonne potrebbe sostenere Amelia nella creazione del suo progetto, grazie al network già esistente che RDB ha creato e consolidato in questo anno.

All’incontro abbiamo dato il benvenuto anche a tre donne “nuove”: Edda, padovana a Berlino da 25 anni, insegnante, guida turistica e scrittrice; Dora, avvocatessa veneziana con radici tedesche, a Berlino da 1 anno; Claudia, musicologa italo tedesca che ha vissuto e studiato in Italia.

RICORDIAMO A TUTTE L’INAUGURAZIONE DELLE MOSTRA DI RETE DONNE

“Erfüllbare Träume? Italienerinnen in Berlin” presso il Museum der Europäischen Kulturen di Dahlem il 31 MAGGIO ALLE ORE 12!

https://retedonneberlino.wordpress.com/2015/05/06/erfullbare-traume/

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